paolo-landi.it

Il sonno

 

     

 

Il seguente articolo è tratto dalla rivista "Le scienze". 

Il sonno REM è il proverbiale rebus, avvolto in un mistero all’interno di un enigma.

In sintesi:

  • I mammiferi sperimentano due tipi di sonno – il sonno REM e quello non-REM – che si alternano in un ciclo regolare.
  • Il sonno non-REM è per il cervello uno stato di riposo e riparazione, mentre il sonno REM è accompagnato da alti livelli di attività metabolica cerebrale e sogni vividi.
  • Anche piccole riduzioni della durata del sonno conducono a un progressivo incremento della sonnolenza nello stato di veglia, dato che il cervello si sforza di ripagare il debito di sonno. Questa condizione provoca una concentrazione lacunosa, carenza di motivazioni e prestazioni intellettive al di sotto dei livelli ottimali.
  • Gli esseri umani non hanno tempi di sonno REM particolarmente lunghi – da 90 a 120 minuti per notte – se confrontati con quelli degli altri mammiferi. (E se gli esseri umani con buone prestazioni scolastiche o con elevato quoziente intellettivo non mostrano di avere fasi REM del sonno in misura maggiore o minore di coloro che ottengono i punteggi più bassi.) Comunque, la quantità di tempo trascorso nel sonno REM cambia nel corso della vita di un individuo. In tutti gli animali sinora studiati, la quota di tempo dedicata al sonno REM è massima nelle prime fasi di vita del soggetto e scende gradualmente a un livello inferiore e costante nell’età adulta.

Quanto Dormono?

La dimensione corporea è il principale fattore che determina la quantità di sonno di cui una specie ha bisogno. Più grande è l’animale, minore è la durata del sonno che gli è necessaria.

Ore Opossum Ornitorinco Furetto Gatto Cane Uomo Delfino Elefante
non-REM 11,4 6 8,4     6 9,8 2,5
REM 6,6 8 6     2 0,2 0,5
Totali 18 14 14,4 12,5 10,1 8 10 3

 

Quanto dormono?

La dimensione corporea è il principale fattore che determina la quantità di sonno di cui una specie ha bisogno. Più grande è l'animale, minore è la durata del sonno che gli è necessaria.

La Piramide per un sonno rigeneratore

Una buona piramide orientata con un lato al nord, lontana da fonti elettromagnetiche, da metalli e specialmente da nodi di Hartman è il modo migliore per godere di un buon sonno. La testa deve stare a sud.

Quante ore di sonno REM per specie

 Sito Americano sul Sonno

Perchè Dormiamo ? (.doc)                       Why we Sleep? Scientific American, Nov 2003 (.pdf)

Nodi Hartman cosa dice un architetto   Un parere contro la veridicità dei nodi di Hartman

     I nodi di Hartman  Hartman

Feng Shui - Camera da letto

Il sonno consolida le nuove informazioni Le persone che vanno a dormire dopo aver studiato qualcosa di nuovo presentano un maggior livello di attività cerebrale anche durante la notte
http://www.lescienze.it/index.php3?id=9183

MORFEO DORMIRE SANO

 Alcune brevi notizie sull'insonnia: cause, conseguenze, consigli e 10 regole utili a tutti per dormire meglio.

URL: http://www.morfeodormiresano.it/it/218/sonno-e-salute/home.aspx


-------------------------------------------------------------------------------------------------

CHI NON DORME INGRASSA

ROMA - Faticose lezioni in palestra, interminabili giri di jogging al parco sotto casa, macché, per rimanere in forma il primo esercizio è dormire bene, infatti lesinando ore preziose al riposo notturno l'ago della bilancia si impenna perché l'ormone spezza-appetito (leptina) subisce un crollo brusco del 30%.
E sarebbero circa 9 milioni gli italiani a rischio sovrappeso per colpa delle notti insonni, secondo gli specialisti riuniti per il XV Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Medicina del Sonno organizzato dal Policlinico di Tor Vergata di Roma in collaborazione con l'Università di Tor Vergata e la Fondazione Santa Lucia.

L'insonnia, dà un aiuto decisivo alla sempre più diffusa tendenza al sovrappeso: negli ultimi dieci anni infatti l'indice di massa corporeo medio è aumentato di un punto e mezzo, mentre si è passati dalle 8-9 ore di riposo notturno registrate negli anni '90 alle 6-7 ore per notte dormite in media oggi.

La stretta correlazione fra le ore di sonno e l'aumento di peso corporeo è confermata anche da una ricerca del Dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Chicago su 1000 persone: nei soggetti costretti a dormire 4-6 ore al giorno già dopo una settimana cresce inesorabilmente la voglia di mangiare. E in più dormire poco innesca un pericoloso circolo vizioso: i chili che aumentano vanno a pesare anche sulla qualità del sonno, avverte Maria Grazia Marciani, Presidente del Congresso e Ordinario di Neurofisiopatologia al Policlinico romano. Infatti si calcola che il 50% delle donne e l'80% degli uomini con problemi di obesità si trovano ben presto alle prese con disturbi respiratori notturni che compromettono il sonno.

"Non dormire mai abbastanza fa saltare gli equilibri del nostro metabolismo insiste l'esperta. E non bisogna illudersi di poter recuperare il sonno perso di notte con pennichelle e pisolini diurni, perché il riposo notturno è quello più importante per garantire un corretto assetto ormonale, che dipende in larga misura dall'alternanza luce/buio e veglia/sonno". Modificare i ritmi e le abitudini può pregiudicare la produzione di ormoni come melatonina, cortisolo o anche leptina, l'ormone spezza-fame, e la grelina, che invece aumenta l'appetitò, aggiunge Luigi Ferini Strambi, Presidente dell'Associazione Italiana Medicina del Sonno.

La carenza di sonno incide poi sulla regolazione della glicemia aprendo la strada allo sviluppo del diabete; senza contare gli effetti delle notti insonni su umore e capacità lavorativa, continua Ferini Strambi. Due-tre ore di sonno in meno ogni notte per appena una settimana comportano infatti pesanti ripercussioni sul tono dell'umore e sulla possibilità di condurre una vita normale e produttiva. Un italiano su tre si trova prima o poi a fare i conti con insonnia occasionale e per il 15% della popolazione il problema diventa cronico, ovvero persiste per oltre un mese presentandosi almeno tre notti a settimana, esponendo a rischi rilevanti per la salute.

"Purtroppo solo un terzo dei pazienti con insonnia si rivolge al medico di famiglia e appena il 15 per cento decide di sottoporsi a una visita dal neurologo", rileva la Marciani. Molti non ne parlano al medico per paura delle terapie farmacologiche, e si assiste al paradosso di pazienti insonni che non si curano accanto ad altri che assumono medicine anti-insonnia per anni senza un reale bisogno. Ammettere il disturbo del sonno e rivolgersi al medico per iniziare una terapia adeguata è invece il primo fondamentale passo per riavere notti tranquille e soprattutto evitare di accumulare chili di troppo e danni alla salute.

E poi ci sono semplici ma preziosi consigli che tutti dovrebbero seguire scrupolosamente, concludono gli esperti: dormire solo il tempo sufficiente per un'adeguata efficienza nel giorno successivo; coricarsi a ore regolari la sera e alzarsi sempre alla stessa ora al mattino; non recuperare il sonno con sonnellini pomeridiani; svolgere moderato esercizio giornaliero, ma non nelle ore precedenti il sonno; non dormire in ambienti rumorosi, troppo caldi, troppo freddi; non assumere cronicamente pillole per dormire né sostanze stimolanti (caffé, té ecc) e alcolici la sera; andare a letto solo se si ha sonno; non svolgere la sera attività mentali troppo impegnative.

------------------------------------------------------------------------------------------------------

GB: INVENTATA LA SVEGLIA CHE SUONA QUANDO IL SONNO E' LEGGERO

LONDRA - Venire svegliati nel bel mezzo della fase di sonno piu' profonda puo' rendere le persone irritabili e stressate per il resto della mattinata. Ora pero' alcuni scienziati hanno sperimentato una sveglia in grado di garantire a chiunque di non scendere dal letto con il piede sbagliato.

La sveglia, scrive oggi la rivista scientifica britannica New Scientist, e' infatti in grado di 'leggere' le onde cerebrali ed identificare il momento in cui il sonno e' piu' leggero ed il risveglio quindi meno traumatico.

Mentre si dorme - spiegano gli scienziati della Brown University di Rhode Island che hanno inventato la sveglia - si passa attraverso una serie di fasi di sonno diverso, quello leggero, quello pesante e la fase REM. Questi passaggi avvengono ciclicamente ad intervalli di circa 90 minuti.  E' possibile calcolare l'orario migliore in cui coricarsi tramite questo sito.
URL: http://sleepyti.me/  

Se si viene svegliati durante la fase di sonno pesante o durante quella REM, il semplice suono dell'allarme puo' bastare a provocare sensazioni di irritabilita' e stanchezza per il resto della giornata.

Tramite una serie di elettrodi ed un microchip, la sveglia, che viene indossata intorno al capo come una fascia, registra le onde cerebrali e assicura che l'allarme non suoni proprio quando ci si trova nella fasi di sonno piu' profonde.

Prima di andare a dormire, basta regolare la sveglia all'ora limite in cui ci si deve svegliare. Il dispositivo analizza quindi i dati registrati dagli elettrodi ed identifica l'ultima fase di sonno leggero prima dell'ora indicata, facendo cosi' scattare la sveglia al momento giusto.

Unico problema: dato che si basa sulle onde cerebrali e l'ora limite per il risveglio e' soltanto indicativa, la sveglia non suona mai alla stessa ora tutti i giorni ed a volte puo' scattare anche 40 minuti prima dell'ora limite indicata.

L'invenzione e' stata realizzata da un gruppo di studenti - ora laureati - della Brown University, che avevano tratto l'ispirazione da una loro amica che sosteneva di non aver passato un esame perche' si era svegliata male.

''Dato che siamo anche noi persone che spesso soffrono di carenza di sonno e si svegliano stanche, abbiamo cominciato a pensare ad un modo per risolvere il problema'', ha spiegato alla rivista Eric Shashoua, il quale, insieme agli altri ricercatori neolaureati, ha ora fondato una societa', la Axon Sleep Research Laboratories, che in nei prossimi mesi iniziera' a commercializzare la sveglia. L'invenzione potrebbe arrivare sul mercato europeo entro il prossimo anno, ad un costo di circa 150 euro.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

DORMIRE BENE RIDUCE RISCHI D'INFARTO E DEPRESSIONE
Dormire male può far aumentare di tre volte il rischio di avere un infarto, e di quattro volte il rischio che una depressione, anche se ben curata, si manifesti di nuovo.

Sono 12 milioni gli italiani che, soffrendo di insonnia, hanno difficoltà di concentrazione e di memoria al risveglio, oltre a manifestare tensione, irritazione e altri disturbi dell' umore. "Tanto che - spiega Luigi Ferini-Strambi, presidente dell'Aims - tra tutti i pazienti di un medico di famiglia, il 66% ha disturbi del sonno". "Eppure - spiega in un comunicato Mario Giovanni Terzano, ordinario di neurologia del centro di Medicina del Sonno all'Università di Parma, assente alla conferenza per motivi di salute - l'insonnia resta ancora un disturbo sotto diagnosticato, la terapia è applicata poco e male e i pazienti spesso autogestiscono il trattamento.


In effetti, solo il 16% degli insonni è curato, il 56% non si cura affatto, il 40,5% rifiuta le cure e il 7,3% ricorre ancora al fai-da-te". Ma, come ricorda Gianfranco Parati, primario di cardiologia dell'Istituto Auxologico di Milano, "i disturbi del sonno non vanno trascurati perché possono comportare gravi ripercussioni sulla salute, influenzando anche la prognosi di malattie cardiovascolari concomitanti". Infatti, hanno spiegato gli esperti, durante il sonno il nostro corpo va in una sorta di 'stand-by', regola cioé tutte le funzioni vitali al minimo per potersi riposare.


Quando ci svegliamo l'organismo si 'riattiva' liberando l'ormone dello stress, il cortisolo, e innalzando la pressione sanguigna, in modo da riattivare tutte le funzioni. Normalmente dormire bene inibisce il rilascio di cortisolo durante il sonno; invece dormire male, con frequenti risvegli notturni o riposando solo per poche ore, fa sì che l'ormone dello stress continui a stimolare il nostro sistema cardiovascolare, letteralmente bombardandolo di stimoli. "Non è allora un caso - aggiunge Parati - se la maggiore incidenza di ictus e infarti è alle prime ore del mattino".


Senza contare che l'insonnia, commenta Giovanni Muscettola, psichiatra all'Università Federico II di Napoli, può essere sia causa che sintomo di disturbi come la depressione, tanto che quest'ultima è presente nel 20-35% dei pazienti con insonnia cronica. "E quando depressione e insonnia sono concomitanti - continua il professore -, bisogna curarle entrambe. Purtroppo non è una cosa così scontata: nelle Linee Guida internazionali per la cura della depressione, infatti, la terapia dell'insonnia non è ancora stata riconosciuta. E questo nonostante ci siano dati che dimostrano come i disturbi del sonno non curati possono portare ad una ricaduta nella depressione".


Insomma, cosa bisogna fare se si comincia a soffrire di insonnia per lunghi periodi? Sicuramente consultare il proprio medico, con cui discutere un'eventuale cura farmacologica, rispondono gli esperti. "E non bisogna demonizzare l'uso dei farmaci - conclude Ferini-Strambi -. Un farmaco per la terapia dell'insonnia, usato per 3-4 settimane, può infatti impedire che i disturbi del sonno diventino cronici".

  Web Design by Paolo LANDI
 In questa pagina sei il visitatore n° 11366